Anassanità saluta il 2026 tra bilanci e nuove sfide: l’intervista al Presidente Lorentini

Volontariato sanitario, emergenza territoriale, formazione e un messaggio alle nuove generazioni: le priorità per il nuovo anno di Anassanità

Il 2025 è stato un anno cruciale per Anassanità. Un anno intenso, impegnativo, contraddistinto dall’alta valenza simbolica e operativa del Giubileo, che ha segnato una crescita straordinaria e un consolidamento importante per l’associazione e per l’intero comparto del volontariato sanitario in Italia.

A tracciarne il bilancio e a delineare le sfide del futuro è Marco Lorentini, Presidente di ANASSANITÀ OdV, che in questa intervista di fine anno ripercorre i traguardi raggiunti e indica con chiarezza gli obiettivi strategici per il 2026.

Presidente Lorentini, che anno è stato il 2025 per Anassanità?

«Il 2025 è stato un anno straordinario. Abbiamo costituito Anassanità il 16 maggio 2024 e quello appena trascorso è stato probabilmente l’anno più intenso e impegnativo della nostra storia, sicuramente tra i più emozionanti del nostro percorso comune. Ci ha messo alla prova ma ha anche dimostrato, ancora una volta, quanto Anassanità sia una comunità viva, solida e capace di incidere davvero nel settore del volontariato sanitario».

Un anno che ha visto l’associazione rafforzare il proprio ruolo di rappresentanza e il proprio peso istituzionale, in un contesto sempre più complesso per chi opera quotidianamente nei sistemi di emergenza territoriale.

Qual è oggi la sfida più importante per il volontariato sanitario?

«La sfida più importante è contribuire a migliorare ulteriormente il settore, sostenendo la crescita delle Organizzazioni di Volontariato a vocazione sanitaria e consolidando il loro valore strategico».

Il volontariato sanitario rappresenta infatti un contributo decisivo per i sistemi di emergenza territoriale in tutta Italia, un patrimonio umano e professionale che va tutelato, valorizzato e messo nelle condizioni di operare con qualità ed efficacia.

Quale può essere il ruolo e la prospettiva del volontariato in un epoca ispirata dai social e dall’ intelligenza artificiale?

«Effettivamente viviamo in un’epoca orientata alla velocità e alla performance, elementi che sono però vissuti troppo spesso in una sfera che resta individuale. La condivisione non è reale, ma “dopata” dai social, dove le interazioni e il numero di followers non corrispondono quasi mai ad esperienze comuni. La gratificazione dura il tempo di un “like”. Social e AI hanno un potenziale altissimo ma, se utilizzati in questa prospettiva, non ci migliorano. Il volontariato autentico nasce invece dal contatto diretto con l’altro e dalla disponibilità ad accogliere bisogni e storie diverse dalla nostra. Queste relazioni trasformano chi dà e chi riceve, creando solidarietà reale e un senso di comunità che nessuna tecnologia può replicare. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale cambia rapidamente il modo di lavorare e comunicare, è proprio la capacità di creare legami umani profondi e duraturi a rendere il volontariato insostituibile e a rafforzare la nostra missione come associazione impegnata nella protezione civile, nel sociale e nell’emergenza sanitaria. Ad Anassanità siamo profondamente convinti che il volontariato possa essere un’esperienza fondamentale anche per le prospettive a cui si affacciano le nuove generazioni».

Ingaggiare, anche attraverso i canali social, la Gen Z e i nativi digitali è una delle sfide più stimolanti per la rete di Anassanità. Il volontariato è un circuito che dona e restituisce prospettiva e valore nella vita del singolo e della comunità.

In concreto, quali sono gli obiettivi strategici di Anassanità per il 2026?

Il Presidente Lorentini conferma che Anassanità ha messo a fuoco le prossime tre priorità strategiche:

– Semplificazione amministrativa reale, per liberare tempo ed energie da dedicare alle attività sul territorio;

– Adeguamento dei rimborsi rispetto ai costi effettivi, affinché anche le organizzazioni più piccole abbiano gli strumenti per organizzare la stabilità e progettare una crescita senza essere penalizzate economicamente;

– Formazione strutturata, continua e sempre aggiornata, elemento chiave per garantire qualità, sicurezza e professionalità.

«Questi sono obiettivi strategici imprescindibili se vogliamo far crescere il settore e aumentare la qualità dei servizi offerti ai cittadini e alle comunità».

Come pensa di raggiungere questi traguardi?

«Certamente non da solo», sottolinea Lorentini. «Anassanità è una squadra grande e forte, perché fondata su valori condivisi e su quella che – per usare le parole del mio amico e Vicepresidente Flavio Ronzi – è “un’idea di libertà che non si spegne, che continua a camminare con le persone e per le persone”».

È proprio il senso di appartenenza, la partecipazione attiva degli associati e la forza della rete nazionale a rendere possibile il raggiungimento degli obiettivi futuri.

Un messaggio agli associati e uno sguardo al 2026

Il Presidente rivolge un invito chiaro a tutta la comunità rappresentata dalla rete di Anassanità:

«Abbiamo bisogno della presenza, del sostegno e del rinnovato impegno di ciascun associato. Rinnovare l’affiliazione ad Anassanità e alla rete nazionale CSEN non è solo un atto formale, ma una scelta di appartenenza, responsabilità e futuro».

Un contributo unico, a fronte di servizi, tutele, rappresentanza e opportunità sempre più ampie, che consentono all’associazione di continuare a crescere e a incidere concretamente nel settore.

L’augurio finale del Presidente

«Auguro a tutte e a tutti un 2026 proficuo, sereno e ricco di nuovi traguardi da raggiungere insieme. Il mio invito è a contattarci per conoscerci, rinnovare o aderire al nostro progetto: sono certo che, insieme, potremo rendere il 2026 un anno ancora più bello».

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